Comunicare non è importante, è l'unica cosa che conta.

Alcuni studi sembrano suggerire che il livello di intelligenza umana stia subendo un trend negativo, corrispondente a un abbassamento generale dei livelli di QI. Siamo sicuri che sia davvero così? Stiamo davvero diventando tutti più stupidi?

Livelli di QI stabili

Negli ultimi 100 anni, il livello di quoziente intellettivo medio dell’umanità ha assistito a una crescita davvero notevole e costante. Le cause sono molteplici: il calo della malnutrizione, l’abbassamento dell’esposizione ai fattori di rischio prenatale, una scolarizzazione più diffusa e un globale aumento dell’accesso alle informazioni.

Da qualche anno, però, questo aumento si è arrestato, mostrando livelli di QI più stabili e, secondo alcuni studi addirittura in calo. A cosa è dovuto tutto questo?

Ogni cosa ha una fine

Gli studi che affermano che nel giro di qualche hanno saremo tutti più stupidi, non sembrano reggere se analizzati con attenzione. In alcuni casi le premesse non sono poste nel modo corretto, in altri il metodo con cui sono svolti non è abbastanza rigoroso da prendere i risultati come affidabili.

Ben più interessanti sono le affermazioni secondo cui il genere umano ha raggiunto, o è molto vicino a raggiungere, il limite massimo del proprio sviluppo, sia intellettivo che fisico. Ciò spiegherebbe come mai i livelli di QI aumentano più lentamente e sembrano sul punto di stabilizzarsi. Forse la motivazione è intrinseca della nostra specie: abbiamo esplorato al massimo le nostre facoltà cognitive, strettamente legate al numero di neuroni che il nostro cervello contiene, anch’essi limitati.

Non è così irrazionale credere di aver raggiunto livelli di salute, di istruzione e di nutrizione ottimali per la nostra specie, tanto che potrebbe non esserci più margine per un progresso, né genetico né fisico.

A conferma di ciò, è possibile notare che questo effetto limite non è esclusivo dell’intelligenza, ma lo si può applicare anche alla statura (si è stabilizzato l’aumento medio della popolazione), alla longevità (l’aspettativa di vita è ormai stabile intorno agli 80 anni) e anche alle prestazione sportive (sempre più raramente si assiste all’abbattimento di un record, e se avviene, corrisponde a una frazione molto bassa).

Niente allarmismi

Affermare che il genere umano è molto vicino al suo limite massimo di sviluppo non deve portare a credere che non sia più possibile un miglioramento. Siamo esseri imperfetti, e quindi dobbiamo guardare al futuro sapendo di aver fatto passi da gigante. E che questo ci sproni a raggiungere sempre i migliori risultati.