Comunicare non è importante, è l'unica cosa che conta.

Al giorno d’oggi, le fonti di informazione e i mass media hanno un ruolo talmente importante nella formazione dell’opinione delle persone che bisogna chiedersi se è ancora corretto parlare di opinione pubblica o se sarebbe meglio considerarla manipolata.

Tante idee, nessun ideale

Nel 1984, Carl Schmitt scriveva: “Si potrebbe immaginare che un giorno per mezzo di ingegnose invenzioni ogni singolo uomo, senza lasciare la sua abitazione, con un apparecchio possa continuamente esprimere le sue opinioni sulle questioni politiche. In quel caso non vi sarebbe nessuna pubblica opinione”.

Difficile immaginare un quadro più profetico di quello descritto dal giurista tedesco. Oggi, infatti, grazie ai social network ognuno si sente libero e in dovere di esprimere la propria opinione, spesso dal proprio divano, con la pretesa che sia assecondata da un vasto gruppo di persone.

L’opinione pubblica, però, non può essere definita come la somma di tante idee private, ma piuttosto, come il sentire comune di un gruppo sociale o di un popolo fondato su ideali unificanti.

Opinione pubblica o illusione del sapere

Questo scollamento sociale è sintomatico di una bulimia informativa estremamente dannosa per la comunità. La esistenza di una grande moltitudine di fonti di informazione non fa altro che aumentare l’illusione del sapere, la convinzione da parte delle persone di essere davvero informate. Questo perché è sempre più impegnativo e costoso andare in profondità delle cose, dovendo districarsi tra milioni di voci che forniscono un parere su ogni aspetto della vita pubblica.

In questo modo, ci si illude di conoscere perché si ha accesso un una vasta quantità di informazioni, ma, al contrario, non si fa altro che aumentare quella che gli studiosi definiscono “misperception”, ovvero la dissonanza tra realtà e percezione.

Come fare per costruirsi un’opinione?

In uno scenario del genere potrebbe sembrare che nessuno possa avere un’opinione che non sia già stata preconfezionata da qualcun altro. Non è sempre così: per costruirsi un’opinione è importante sviluppare un forte senso critico e di discernimento, grazie ai quali è possibile assimilare ed elaborare una notizia cercando di non farsi influenzare dall’opinione di altri.

Il problema è che questo processo richiede, tempo, fatica e impegno cognitivo, un costo spesso troppo elevato da sostenere che si preferisce rinunciare.