Per ogni persona è fondamentale poter comunicare. Le relazioni con gli altri sono le fondamenta del nostro benessere e l’unico modo per costruirle è comunicare. Ecco perché la comunicazione non è importante, è l’unica cosa che conta.

“Ingaggio sociale”: cos’è e come nasce

Entrare in relazione con gli altri è uno dei bisogni primari dell’essere umano perché è scritto nella parte più profonda del nostro sistema nervoso. La comunicazione, infatti, è una pratica innata di ognuno di noi e si sviluppa già dai primi anni della nostra vita.

Il meccanismo attraverso il quale il sistema nervoso autonomo ci spinge, inconsciamente, ad avere contatti con gli altri è denominato “ingaggio sociale”. Attraverso di esso, troviamo conforto negli altri quando situazioni di tensione o di stress ci mettono in difficoltà.

Secondo gli esperti, infatti, l'”ingaggio sociale” ha origine nel nervo vago, la parte del sistema nervoso autonomo più recondita e ancestrale. Esso è responsabile delle risposte che il nostro corpo è in grado di dare in situazioni di pericolo e stress. Gli studiosi ne hanno identificate tre.

Le tre risposte vagali

Le prime due, tipiche di situazioni di pericolo elevato, attivano il nostro istinto di sopravvivenza, spingendoci ad attaccare o a fuggire.

La terza, invece, si manifesta quando il pericolo è basso e ci troviamo in situazioni confortevoli. Questa risposta coinvolge le parti più evolute del nervo vago ed è alla base della comunicazione. In condizioni di sicurezza, infatti, senza che ce ne rendiamo conto, i muscoli e gli organi del nostro corpo si predispongo a comunicare: le espressioni del viso si distendono, lo sguardo si rivolge all’interlocutore, le corde vocali producono un tono di voce più rassicurante e i muscoli del capo informano i nostri interlocutori delle nostre buone intenzioni. Infine, viene inibito lo stress: il battito cardiaco rallenta e entriamo in uno stato di calma e relax

Secondo gli esperti, inoltre, la terza risposta è in realtà la prima ad essere attivata in qualsiasi situazione. In altre parole, la predisposizione innata di ognuno di noi è indirizzata a cercare il contatto con gli altri. Solo in un secondo momento, quando il cervello percepisce un pericolo elevato, scattano le altre due risposte, conservando la sopravvivenza attraverso l’attacco o la fuga.

Il circolo virtuoso della comunicazione

Poter comunicare con gli altri, quindi, è la conditio sine qua non per aumentare il proprio benessere psico-fisico. Buone comunicazioni ci pongono in uno stato favorevole verso il mondo e verso noi stessi. Trovarci in situazioni di pace fa bene anche al nostro fisico: la digestione è favorita, aumenta l’ossigenazione del sangue e si sviluppano più endorfine, l’ormone tipico del buon umore.

Inoltre, una buona condizione biologica dei nostri organi, favorisce nuovamente la capacità di relazionarsi con gli altri e costruire comunicazioni positive. Nasce così un circolo virtuoso che, partendo dalla comunicazione, genera uno stato psico-fisico positivo che alimenta altre buone comunicazioni e così via.

La potenza della comunicazione è tale da metterci in uno stato talmente positivo da giovarne sia noi stessi che gli altri. Non dobbiamo dimenticarlo mai.