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Le emozioni che associamo alla meraviglia sono comunemente considerate forti ed entusiasmanti. Ma perché ci meravigliano? Perché sentiamo la “pelle d’oca” o le “farfalle nello stomaco”? Lo stupore, però, rischia a volte di generare malumore. Come fare, allora, per aumentare il proprio benessere grazie alla meraviglia?

Meraviglia: grandezza e accomodamento

Secondo i più recenti studi, i momenti che associamo alla meraviglia e allo stupore sono caratterizzati da due elementi fondamentali: la grandezza e l’accomodamento.

La “grandezza” consiste nel considerare un momento molto più importante e imponente di noi stessi e della nostra stessa esistenza. La conseguenza diretta è che cominciamo a sentirci “piccoli” nei confronti della grandiosità di ciò di cui stiamo facendo esperienza. Ecco perché proviamo stupore: perché ci rendiamo conto dell’importanza di quel determinato momento.

Il concetto di “accomodamento”, invece, descrive la capacità di un individuo di dare un senso a ciò che sta vivendo; di comprenderlo, in altre parole, secondo i propri canoni dell’esperienza. Ciò provoca meraviglia perché l’individuo si sente “illuminato”, si sente parte di qualcosa, appunto, molto più grande di lui.

Le conseguenze della meraviglia: altruismo e stress

Il vivere momenti meravigliosi, come assistere alla vittoria della Coppa del Mondo da parte della propria Nazionale, può avere effetti molto positivi sullo stato psicofisico di una persona. Si dice spesso che la meraviglia unisce, e, in effetti, secondo gli studiosi, il provare stupore genera in noi un forte senso di altruismo. Ci sentiamo in pace con il mondo che ci circonda e siamo ben disposti verso il prossimo. Se, in più, la meraviglia è condivisa, come nell’esempio della vittoria del mondiale, allora ci sentiamo parte di qualcosa di più grande di noi e proviamo piacere nel condividerlo.

Allo stesso tempo, però, il provare emozioni forti verso un evento maestoso ci può provocare una buona dose di ansia e di stress. Se è vero, infatti, che meravigliarsi significa sentirsi “piccoli” di fronte a qualcosa che consideriamo molto più imponente di noi, è vero anche che il rischio di sentirsi inadeguati è molto alto. Pensare di non essere all’altezza di un compito è una delle principali fonti di stress, sopratutto se crediamo che quel compito sia davvero grandioso. Un esempio: un padre che assiste alla prima ecografia della moglie. Sicuramente lo stupore nel vedere le prime immagini del figlio è grandissimo, ma il rischio di sentirsi inadeguato e quindi provare stress lo è altrettanto.

Il lato oscuro della meraviglia, quindi, è strettamente correlato con il livello di impotenza che l’evento a cui assistiamo suscita in noi.

Come usare lo stupore per aumentare il benessere?

Abbiamo capito che la meraviglia può avere lati positivi e lati negativi, ma essa può essere sfruttata anche per migliorare il proprio stato psicofisico. Il suggerimento è di coltivare la meraviglia sotto forma di piccoli momenti “da brivido”. Se, per esempio, facciamo ogni giorno una passeggiata con l’intento di meravigliarci, ciò potrebbe aumentare il nostro benessere individuale e relazionale.