Comunicare non è importante, è l'unica cosa che conta.

Siamo sempre stati convinti che la prima impressione sia quella che conta: che presentarsi nel migliore dei modi, partire con il piede giusto e stupire da subito il nostro interlocutore sia la via migliore per ottenere il successo. Ma è davvero così? È davvero più importante la prima che l’ultima impressione?

Una memoria efficace

Perché di un evento o di un’esperienza ricordiamo principalmente ciò che è successo all’inizio e ciò che è successo alla fine? Perché l’ultima impressione rimane così tanto impressa nella nostra mente?

Il motivo risiede nella maniera in cui funziona la nostra memoria. Essa deve essere efficace senza affaticare troppo il nostro cervello, per cui, siccome il magazzino in cui risiedono le immagini mentali e i ricordi non ha una capienza illimitata, il nostro cervello ci viene incontro ottimizzando gli sforzi e concentrandosi su ciò che ha catturato maggiormente la nostra attenzione: l’inizio e la fine di un discorso; la prima e l’ultima cifra di un numero di telefono; la prima e l’ultima parola che abbiamo sentito a una riunione.

Inoltre, i ricordi negativi fanno molta più presa sul nostro inconscio. L’impressione che lasciano è più radicata di un ricordo positivo. Secondo gli studiosi, ciò è dovuto all’istinto di sopravvivenza di ogni essere umano. Un’esperienza negativa, infatti, ci insegna qualcosa a proposito dei rischi e dei pericoli che la vita ci riserva. Il nostro cervello ricorda meglio qualcosa che ci ha danneggiato perché, in questo modo, è in grado di reagire al meglio nel caso in cui quell’eventualità si ripeta. Ricordarsi di chi ci ha trattato male, ci evita di essere trattati male nuovamente in futuro. D’altra parte, ci dimentichiamo di chi ci ha trattato bene perché per noi non è una minaccia. Se siamo stati bene durante una cena in un ristorante, è possibile che ci si ritorni; se il servizio non ci ha soddisfatto e ci siamo sentiti trattati in malo modo, è certo che in quel posto non ci torneremo,

Ultima impressione vs prima impressione

Unendo il modo in cui funziona la memoria e le reazioni agli aspetti negativi, diventa chiaro che se l’ultima impressione che abbiamo di un’esperienza è negativa, allora l’intero ricordo rischia di essere negativo.

Allo stesso modo, se l’ultima impressione che lasciamo di noi stessi a qualcuno è negativa, anche se la prima è stata molto positiva, è molto probabile che il ricordo da noi lasciato non sia buono. Iniziare bene è positivo, ma finire bene è molto più importante.

Come lasciare un’ottima ultima impressione

Secondo Stefania Andreoli, psicologa e psicoterapeuta, il miglior modo per lasciare una buona impressione è evitare di suscitare nell’altro una delle 4 emozioni primitive negative (tristezza, rabbia, disgusto o paura). Fra queste, la rabbia è quella da evitare in assoluto, perché consiste nell’emozione più complessa da smaltire e può spesso trasformarsi in rancore.